Un tempo c’era quasi da vergognarsi a dirlo: andare dal medico o dal chirurgo estetico era percepito come un vezzo femminile, qualcosa di estraneo all’universo maschile. L’uomo “vero”, nella concezione più deteriore del termine doveva portare con orgoglio le rughe, i segni del tempo, la perdita di tono, addirittura le cicatrici come se fossero medaglie di virilità. Era un cliché duro a morire, figlio di una cultura che voleva il maschile impermeabile a qualsiasi cura estetica. Oggi, finalmente, quella narrazione sta crollando. Sempre più uomini scelgono la medicina estetica e fanno bene, perché non c’è nulla di poco virile nel volersi vedere meglio allo specchio o nel sentirsi più sicuri di sé.
Le richieste, in realtà, sono molto precise e concrete. Si parte dalla tossina botulinica per distendere le rughe della fronte e le zampe di gallina senza perdere espressività, fino ai filler per ridefinire mento e mandibola, aree chiave della percezione di forza e virilità. Molto diffusi sono anche i trattamenti di biorivitalizzazione per restituire freschezza a una pelle stanca, segnata da stress, smog e ritmi di lavoro intensi, e sempre più uomini si rivolgono a tecniche di rimodellamento non chirurgico per pancia e fianchi, oppure a nuove tecnologie che aiutano a migliorare tono muscolare e definizione.
E poi c’è il grande capitolo della tricologia: gli uomini, come è noto, sono molto più propensi, per ragioni genetiche e ormonali, a perdere i capelli anche da giovani e questo crea in alcuni veri e propri problemi psicologici. Che oggi possono essere risolti con trattamenti avanzati come l’auto trapianto, in grado di restituire una chioma folta e soprattutto naturale, ben lontana dai rimedi poco efficaci o posticci di qualche decina di anni fa.
Insomma, se fino a ieri questi desideri venivano nascosti, oggi cadono i pregiudizi. Nessuno si scandalizza se un uomo va dal dentista per avere un sorriso più sano o dal cardiologo per prevenire un infarto. Perché, allora, dovrebbe essere diverso se decide di migliorare il proprio viso o il proprio corpo con trattamenti medici sicuri e scientificamente validati? Prendersi cura di sé non è un capriccio, ma parte integrante del concetto di salute e benessere.
I dati internazionali confermano questa rivoluzione culturale: negli ultimi dieci anni la quota maschile dei pazienti di medicina estetica è cresciuta in modo costante e in alcuni trattamenti rappresenta già oltre il 20% del totale. Anche in Italia il trend è chiaro e irreversibile. Sempre più uomini entrano negli studi con richieste consapevoli, informate, prive di imbarazzo.
È la dimostrazione che la medicina estetica non è trucco, non è artificio, ma scienza applicata alla qualità della vita. Non trasforma, ma migliora. Non cancella l’identità, ma la valorizza. Se vale per le donne, vale per gli uomini. Perché la bellezza – finalmente possiamo dirlo senza esitazioni. – non ha davvero sesso.