Per molti anni questa disciplina è stata trattata alla stregua di una parente scomoda della medicina, quasi non ne facesse parte. La disciplina delle rughette, dei ritocchini, dei “non sanno invecchiare”. Una caricatura comoda per liquidare tutto in due battute. Eppure, chi la conosce da vicino sa che la realtà è molto diversa. Perché la medicina estetica, quella seria, è medicina. E come tale cura.
Non cura un’infezione, non ripara un osso rotto. Cura qualcosa di meno visibile, ma non meno importante: il rapporto che abbiamo con il nostro corpo. L’immagine che ci rimanda lo specchio. Il dialogo quotidiano tra quello che sentiamo dentro e quello che appare fuori. Quando questo dialogo si incrina, nasce un conflitto. E un conflitto, se non lo affronti, diventa sofferenza.
Ora, proviamo a ripetere il solito mantra – “bisogna accettarsi così come si è” – a una ragazza con una cicatrice sul volto. O a un uomo che dopo una malattia non si riconosce più. O a una donna che, dopo la gravidanza, vede un corpo che non le appartiene. Non è questione di vanità. È questione di vita. Di dignità.
Gli eccessi? Certo che ci sono, è evidente. I volti tirati all’inverosimile che osserviamo in televisione, le labbra fuori misura di certi Vip, le caricature che finiscono sui giornali scandalistici. Ma giudicare un’intera disciplina da queste storture è come giudicare la chirurgia generale da un’appendicectomia fatta male. È una scorciatoia intellettuale che non regge.
La salute non è solo colesterolo nella norma o pressione sotto controllo. Certo, tenere sotto controllo i propri valori è fondamentale. Fare prevenzione, oggi più che mai, è importantissimo. Ma non è tutto. La salute è anche sentirsi in armonia con se stessi, vivere senza il peso costante di un’immagine che non ci rappresenta. Corpo e spirito non sono mai separati: sono due facce della stessa medaglia.
La medicina estetica, se praticata con serietà, non inventa maschere. Non trasforma le persone in qualcun altro. Le restituisce a se stesse. E questo, che piaccia o no, significa benessere. Significa salute.
Non è un gioco. Non è un vezzo. Non è un capriccio. È cura. È vita che cambia.